Mia cara Valigia 7

Martedì 21 novembre 2017di: La Valigia Rossain: SessualitàRiunioniMia cara ValigiaDonne

Mia cara Valigia,

Tu  a cosa giocavi? Intendo, quand’eri piccola, a cosa giocavi?

Sei stata piccola anche tu, no?

Tutti siamo stati piccoli.

Tutti giocavamo.

 

Io giocavo con le mie sorelle. Erano i tempi dell’Allegro Chirurgo. Però preferivo il banchetto della frutta e la verdura, litigavamo per chi faceva la fruttivendola e chi la cliente, imparavamo a contare i soldi. Poi cambiavamo i ruoli.

E poi in macchina, viaggi lunghissimi, in 2 tappe, cioè 2 giorni. Sotto casa mia c’era un ponte, che era l’inizio del viaggio. Passato il ponte una delle mie sorelle chiedeva sempre: quando arriviamo???? E a noi tutti prendeva un malore…. Non siamo ancora partiti. Così iniziavamo a conoscerci.

Il gioco delle parole, quelle che iniziano con la lettera con cui sono finite quelle precedenti. E non si devono ripetere. Tu sai più parole, tu sei più veloce, tu ti arrabbi sempre. Lei non sa perdere. Io misuro la mia personalità e scopro la tua. Ti tengo il muso, e imparo a ferirti e a farmi perdonare.

Domani giochiamo di nuovo (se nel frattempo il papà non si stampa con la macchina…)

Da sola giocavo con la Barbie naturalmente, la facevo bella come volevo essere io.

Ho giocato a fare la vamp e ho scoperto di non esserlo, ho squartato un topolino morto per vedere com’era fatto, ho giocato a Monopoli, a fare l’esploratrice, alla corda, agli elastici…

Poi arriva un certo punto nella vita in cui pare che non sia più ben visto giocare.  Non sono una che si adegua tanto al volere degli altri, lo sai. E neanche bado troppo a quello che gli altri pensano di me. Ma nel mondo dobbiamo viverci e quindi le apparenze dobbiamo mantenerle.

Ho cominciato a giocare da sola, a modo mio.

A curiosare in giro, a mettere il naso dove non si deve mettere, a ridere dentro di me delle stranezze che vedevo. O di quelle che mi sembravano stranezze. Ho fatto dell’ironia un gioco e l’ironia è diventata il sale e il pepe della mia vita. E sono contenta, perchè mi sento viva. Perchè vivo la mia vita.

E ora che non sono nè giovane nè vecchia posso iniziare a guardare indietro senza smettere di guardare avanti. E se guardo indietro vedo che le MIE persone sono quelle con cui ho giocato, con cui mi sono misurata, con cui ho condiviso il sogno di ciò che volevo essere in quel momento, la parrucchiera, l’hostess, il chirugo, e che mi ha aiutato a realizzare quel sogno in quel momento. Che non è servito a farmi diventare nè parrucchiera, nè hostess, nè chirurgo, ma che mi è servito a definire me stessa, quella che sono oggi.

E pettinare la Barbie, immaginare di essere la principessa Sissi quando ero in castigo in camera, cucirmi il vestito di carnevale per entrare nel personaggio che volevo essere anche se avevo preso 3 di greco, mi hanno aiutato a dare il giusto valore ad ogni cosa. A riportarmi alla realtà anche se i miei genitori mi dicevano che vivevo nel mondo delle fate.

Perchè smettiamo di giocare????

Mia cara Valigia, promettimi che non smetterai di giocare.

Il gioco, sia esso fisico, o sia semplicemente un sogno, sia da soli o sia in coppia ci riconcilia con noi stessi, ci permette di amarci, ci rende complici dell’altro e anche di noi, consapevoli di ciò che ci piace e quindi di ciò che desideriamo per noi. Se un gioco non ci piace possiamo inventarcene un altro. Possiamo usarne uno un giorno e uno un altro giorno.

 

“Io non capisco che cosa mi stai dicendo…”

“Che cosa?????”

“Cosa me ne frega a me di quello che facevi in macchina con le tue sorelle…”

“Ma allora Valigia sei stupida!”

“Attenta a come ti rivolgi perchè cambio la combinazione della serratura”

“Guarda che ho 40 anni più di te, dovrei essere io quella pragmatica. Come sarebbe a dire che non capisci quello che sto dicendo?????”

“Non capisco a cosa viene tutto questo chiacchiericcio sui tuoi giochi da bambina. Devo ricordarti che io sono La Valigia Rossa?”

“Oddio. Mi bevo un bicchiere di vino e torno. Non capisci. Non è possibile”

 

Dunque. Calma e sangue freddo.

Ma come sarebbe a dire che “non sai cosa sto dicendo”????

Parlo del fatto che la vita è uno schifo, che ci obbliga a crescere e che ci fagocita in un tourbillon di cose da fare e da non fare, che le maggior parte di queste cose non le abbiamo decise noi ma ci vengono imposte dalle abitudini, dalla società, dalle tradizioni, dai figli, dai mariti, dagli amici, dai soldi che non abbiamo e da quelli che vorremmo avere, dal lavoro che facciamo e che di solito non è quello che avremmo voluto fare. Come diavolo fai a non capire?????

Parlo del fatto che non parliamo più con la nostra amica del cuore di quello che vorremmo ma parliamo solo di quello che non va e a volte neanche di quello. Parlo del fatto che se guardiamo la nostra vita le persone che amiamo e che ci amano sono quelle con cui abbiamo condiviso un sogno, che il sogno è un gioco che ci ha aiutato a crescere e che nel momento in cui smettiamo di sognare e di giocare smettiamo di vivere.

Valigia!!!! Mi sorpendo di te. Sei ottusa! Ottusa!!!!

Ma cosa credi? Che quelli che sorridono non abbiano problemi???? Che quelli che continuano ad amarsi non abbiano problemi?? Perchè tutti ci lamentiamo di non essere più quelli di una volta? Tutti, soli e accompagnati.

Perchè ci siamo dimenticati di noi!!!! Abbiamo dimenticato che abbiamo il dovere di amarci e che per amarci dobbiamo concederci del tempo e che concederci del tempo è il nostro gioco e il nostro gioco ci serve a conoscerci meglio e che se lo condividiamo con qualcuno conosceremo meglio quel qualcuno e che l’aver condiviso qualcosa ci renderà complici!!!!!

E che non importa che il gioco sia fare giardinaggio, fare shopping, fare la ribollita o usare un sex toy o tutte queste cose insieme.

Io ho l’obbligo di conoscere me stessa per progettare la mia vita, il mio futuro, per essere serena nel farlo e nel viverlo e per poter trasmettere agli altri cosa voglio e cosa non voglio e dare un valore a ciò che voglio e a ciò che non voglio.

E questo vale intellettualmente e fisicamente.

 

Tu sei La Valigia Rossa???? E io chi sono? Come fai tu, Valigia Rossa, a non capire l’importanza del gioco?

Sarà meglio che mi calmi. Non si può discutere con una femmina.

“Sei piena di pregiudizi”

“Fottiti”

 

Terzo e ultimo tentativo di convincimento:

Le persone si conoscono, si guardano, si sorridono, iniziano a parlarsi e poi, a volte si innamorano. A volte si innamorano proprio tanto.

Iniziano a sognare di vivere insieme tutta la vita o, più pragmaticamete, di costruire  una vita insieme. Ci riescono.

Crescono, lavorano si comprano una casa, hanno degli adorabili bambini. E poi iniziano ad essere stanchi (fisicamente). Dopo non hanno più tempo: la scuola, il lavoro. Finchè sono piccoli e vanno a letto alle 20 (le 20?) ancora ancora, si può cenare insieme e si fanno 2 chiacchiere, ma poi cominciano a crescere, diventano il centro della nostra vita, i loro problemi sono più importanti dei nostri, così come le loro esigenze. Il calcio e il saggio prendono il posto della passeggiata in montagna o del pomeriggio in mansarda…

E le persone iniziano a domandarsi se si amano ancora. O, peggio, se l’altro li ama ancora. Il resto lo sappiamo.

 

Ma la complicità, il gioco, vengono a mancare perchè non c’è più amore o l’amore viene a mancare perchè non c’è più gioco?

 

Mia cara Valigia,

Quasi quasi ti regalo un sex toy.

 

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