Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla

Mercoledì 30 maggio 2018in: SaluteIntervisteDonneDirittiBenessere

La sclerosi multipla ha mille facce diverse: ce le racconta Chiara, nostra consulente, diagnosticata nel 2009.

 

Chiara, partiamo dall’inizio: com’era la tua vita prima della sclerosi multipla?

“Difficile raccontare in poche righe come sia cambiata la mia vita in questi ultimi anni.
Sono da sempre stata una persona molto attiva, amante delle sfide e delle avventure: fino al 2011, il mio hobby principale è stato correre in macchina (come unico equipaggio interamente femminile!), partecipando a gare di campionato italiano velocità fuoristrada. 

Oltre a questo, ho sempre avuto la passione per i viaggi “zaino in spalla”: acquistavo solo biglietti aerei di andata/ritorno, seguendo come itinerario di viaggio le sensazioni che mi venivano regalate dai colori, dagli odori e dalla bellezza della gente incontrata sul posto”.

Come hai scoperto di avere la sclerosi multipla?

“Fino al 2007 ho lavorato come dipendente pendolare (circa 100km al giorno!) per una concessionaria di auto. Non essendo ancora a conoscenza della mia malattia (diagnosticatami nel novembre del 2009), pensavo che la mia grandissima stanchezza e la fatica affrontata tutti i giorni per andare al lavoro fosse dovuta ai troppi km, al dovermi alzare molto presto, al dover stare fuori casa tante ore.

Così, nel 2007 decisi di imbarcarmi in una nuova avventura, aprendo un ristorante-pizzeria vicino a casa. Purtroppo ben presto mi accorsi che i miei disagi non erano imputabili al tipo di lavoro, ma a me stessa: nel novembre 2009 ero impossibilitata perfino a fare le scale, in quanto mi sembrava una fatica inaffrontabile e tormentata da incredibili dolori alla testa. Mi decisi, quindi, ad andare all'ospedale, dove mi diagnosticarono la sclerosi multipla in forma remittente recidivante”.

Come hai affrontato la diagnosi?

“La scoperta della malattia non è stata un trauma, ma una sorta di “liberazione”: avevo finalmente una spiegazione a quanto avevo passato negli ultimi anni. Sembrerà patetico o strano, ma sono stata “felice” fosse successo a me,  perché sapevo che io avrei potuto affrontarla. 

Ad oggi non esiste ancora cura ma sono completamente e continuamente speranzosa che da un momento all'altro qualcosa possa cambiare.
La mia vita è continuata come prima, con i soliti ritmi e le solite abitudini (anche se ho dovuto smettere di correre in macchina), perché sono fermamente convinta che solo andando avanti con entusiasmo si possano ottenere risultati. Chi mi conosce sa che non sono di certo io la persona che si può arrendere con tanta facilità!”.


Parlaci dell’incontro con La Valigia Rossa...

“Quando si viene a conoscenza di essere affetti da una malattia si comincia a navigare on-line per cercare di ottenere più informazioni e risposte possibili;proprio in questo modo ho conosciuto tramite AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) un collegamento con La Valigia Rossa.
Da quel momento ho cominciato ad interessarmi a questa azienda che si occupa anche di temi che mi toccavano in prima persona, come la difficoltà per chi è malato di sclerosi multipla a raggiungere l'orgasmo o - problema ancora più diffuso in questi casi - l'incontinenza urinaria. 

Io mi ero un po' “rassegnata” alla situazione, credendo che per il momento non potesse migliorare, ma quando La Valigia Rossa è entrata nella mia vita  ho scoperto un mondo nuovo! 

Ciò dimostra che non bisogna mai arrendersi, perchè le cose belle accadono sempre se le cerchiamo e le vogliamo.

 

Che progetti hai per il futuro?

“Voglio crescere come consulente e far capire alle donne che incontro che dobbiamo pretendere il meglio per noi stesse, essere felici e soddisfatte anche nella sfera della sessualità: assaporare ogni novità, ogni situazione e farla nostra per non avere rimpianti o ripensamenti nel futuro.

Mi auguro che la mia testimonianza serva a far capire tutto questo, anche ad una persona soltanto. Sarebbe la mia soddisfazione più grande”.



Chiara Forti, consulente LaVR a Modena

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